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Anzio nel tempo
[webpassion] Martedì, 30 marzo 2004
Curiosit Le tipiche costruzioni dei ?Falaschi? che poi hanno dato il nome alla localit? di Anzio sulla nettunense

Falasche era un borgo di capanne che si ergeva a nord di Anzio, abitato principalmente da pastori e contadini. Queste figure arrivavano da paesi dell?Appennino ed utilizzavano le capanne come dimora nei periodi dell?anno in cui, lasciate le loro case, scendevano a lavorare su queste terre. Queste caratteristiche abitazioni di antichissima origine, erano molto diffuse lungo la costa e all?interno della campagna romana, e nelle paludi. La loro presenza nel territorio ? documentata fino ai primi decenni del nostro secolo, quando l?avvio delle bonifiche delle aree paludose e la diversa utilizzazione del suolo con l?ausilio delle macchine per l?agricoltura ne decretarono la scomparsa. Queste abitazioni, per?, potevano essere utilizzate sia in modo temporaneo, per alcuni mesi dell?anno, che stabilmente. Si sceglieva di ubicarle nel punto pi? alto di dossi e dune o lungo i pendii, per favorire lo scolo delle acque sia interne che esterne alle capanne. La tecnica costruttiva consisteva nel formare una base di pali di legno infissi verticalmente nel terreno, sopra i quali poggiavano dei travi che si incrociavano per formare il tetto. Il materiale di cui si componevano le pareti era il legno e i ?falaschi? (erba di palude di varie specie con cui i pastori usavano impagliare anche fiaschi e seggiole); potevano avere la base di forma circolare (circa 15 metri di diametro) o rettangolare ed una altezza di circa 8 metri. Non vi era all?interno nessuna pavimentazione ed il fuoco che veniva acceso al centro della capanna era circoscritto con delle pietre e costituiva il ?focolare?, al di sopra del quale pendeva attaccato ad una catena il paiolo. Lungo le pareti, dispone longitudinalmente, si trovavano le cuccette (rapezzole) degli abitanti della capanna, disposte ordinariamente a diversi piani, le une sopra le altre come le cabine di una nave. Il letto ? composto di alcune coperte di grossa lana e pelli di capra e forma tutta la sostanza patrimoniale del pastore. Il pasto giornaliero dei pastori consisteva, quasi esclusivamente, nella cosiddetta ?Acqua Cotta?, formata da acqua bollente mescolata con olio, sale, cipolla e altre erbe, la quale viene versata calda, sopra delle fette di pane nero arrostito. L?altro piatto di questa frugale mensa, era rappresentata dalla ricotta. di Lina Giannino








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